Home
Se il silenzio dura più di 4 secondi è imbarazzante PDF Stampa E-mail

donne_caffRoma, 4 feb. (TMNews) - Una pausa silenziosa in una comunicazione fluente è tollerabile, e non provoca imbarazzo, se non dura più di 4 secondi: oltre, diventa indice che qualcosa non va - un disaccordo, una discussione - e diventa dolorosa da sopportare e da far passare inosservata. A mettere nero su bianco la "psicologia del silenzio" è Namkje Koudenburg, uno studioso olandese del Dipartimento di psicologia dell'Università di Groningen, in un articolo pubblicato sul Journal of Experimental Social Psychology. Lo studio si è basato su due esperimenti diversi condotti su 162 studenti universitari. Alla base di tutto, spiega, ci sono gli istinti dell'accettazione sociale e dell'appartenenza e la paura primordiale di essere esclusi dalla propria rete amicale e sociale: "Abbiamo scoperto che una conversazione fluente, oltre a essere molto piacevole, ci informa che le cose vanno bene. Significa che facciamo parte di questo gruppo, e che siamo d'accordo l'uno con l'altro. Questo tipo di conversazioni serve per stabilire l'appartenenza, l'autostima e fornisce una validazione sociale". Negli esperimenti i volontari dovevano simulare delle situazioni e delle conversazioni a queste appropriate, immedesimandosi in determinati soggetti. Dallo studio è emerso che chi ha sperimentato, nel corso delle conversazioni simulate, un silenzio per più di 4 secondi, ha riferito di provare "paura e dolore" e di sentirsi "in difficoltà e respinto".

 

Fonte: TM News

 
Università, medicina assorbe psicologia: la protesta alla Sapienza corre sul web PDF Stampa E-mail

di Luana De Vita

ROMA (28 novembre) - La protesta non sembra fermarsi al mondo dell’istruzione, la rivolta stavolta coinvolge dei professionisti e colpisce un Ordine Professionale, quello degli Psicologi. Un bombardamento postale - “mail bombing”– all’indirizzo dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e Nazionale per protestare contro il silenzio dell’Ordine e denunciare il mancato confronto tra università e professionisti in tema di riorganizzazione della storica Facoltà di Psicologia di Roma alla Sapienza. 

Il nuovo statuto dell’ateneo romano, anticipando di un anno il Decreto Gelmini, ha di fatto ridotto a 11 le Facoltà, 3 sono di Medicina e di queste una ha aggregato i 3 Dipartimenti delle due ex-Facoltà di Psicologia e 4 di Medicina II, diventando così Medicina e Psicologia. «La Psicologia ha impiegato quasi un secolo per conquistare una precisa identità scientifica e professionale», ha scritto nel 2008 Francesco Avallone, oggi prorettore della Sapienza, alla luce dei fatti si direbbe che per smantellare questi cento anni di storia sia bastato un anno di lavoro.

Leggi tutto...
 
Psicologia di un'Italia in crisi e sull'orlo del panico: è boom di psicofarmaci PDF Stampa E-mail

farmaci

di Luana De Vita *

ROMA (12 novembre) - Cosa succede in un paese in forte crisi economica, culturale, politica? Secondo l’ultima relazione del Rapporto Osservasalute (2009), un'analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle regioni italiane, si registra un vero e proprio boom del consumo di psicofarmaci, per gli antidepressivi l’aumento è del 310% sui consumi dal 2000 al 2008. Probabilmente è un dato da riferire ad un accresciuto disagio sociale, con una certa diminuzione dello stigma legato al disagio psicologico e quindi con una maggiore facilità personale a parlarne con il proprio medico e ricevere una prescrizione farmacologica. 
Riguarda tutte le fasce di età, giovani, adulti, anziani e bambini. I giovani si caratterizzano per un inquietante dato di consumo ludico, li chiamano “Farma-Party” in America, dove spopolano, noi stiamo importando questo stile: svuotare gli armadietti dei psicofarmaci a casa – mamma e papà si ingozzano di ansiolitici, antidolorifici, antidepressivi - e andare alla festa belli di carichi di droga legale da innaffiare con alcol.


Leggi tutto...
 
Ipnosi regressiva. Domande e Risposte PDF Stampa E-mail

ipnoaiIpnosi Regressiva. Domande e risposte.

di Gladys Bounous

 

Sempre più spesso negli ultimi anni, nei libri e nelle trasmissioni televisive si sente parlare di ipnosi regressiva. E sempre più di frequente i clienti vengono proprio con questa richiesta: “voglio sottopormi ad una seduta di ipnosi regressiva per capire qualcosa di più del mio passato!”.

La prima cosa da fare in questi casi è identificare molto bene quali sono le aspettative rispetto a questa pratica ipnotica, cosa il cliente sa in merito a questa tecnica e quante fantasie (alimentate dai messaggi dei mass media) sono presenti nella mente della persona.

 

Cerchiamo dunque di fare un po' di chiarezza.


Con ipnosi regressiva si intende un insieme di tecniche che permettono il raggiungimento dello stato di trance ipnotica, finalizzando questo stato alla rievocazione di ricordi di eventi passati. L'ipnotista guiderà, attraverso l'uso della voce, il soggetto in uno stato di trance e nel momento di massima concentrazione lo condurrà nella rievocazione o di momenti passati specifici oppure attraverso una carrellata di ricordi fino ai primi ricordi memorizzati.

 

Leggi tutto...
 
L'amore finisce di lunedì, a primavera e prima di Natale PDF Stampa E-mail

 

L'amore finisce di lunedì
lo dicono i dati di Facebook
Un giornalista ha analizzato 10mila status del social network cercando quante volte ricorrano, in ogni giorno dell'anno, parole come "rottura". Il grafico delle
date a rischio segna un picco il 10 dicembre, il 21 marzo e, in generale, a inizio settimana. Mentre nessuno si lascia a Natale
di BENEDETTA PERILLI
SEGNATEVI queste date: due settimane prima di Natale e inizio primavera. Probabilmente di
lunedì. Preparate i fazzoletti, una colonna sonora strappalacrime, avvisate gli amici e magari
anche i colleghi. Se siete in coppia questi potrebbero essere i giorni della fine della vostra
storia. L'avevate chiesto già alle stelle, alle maghe e pure ai fondi di caffè: "Questo amore
durerà?". Se le risposte arrivate non vi avevano convinto, questa volta provate ad abbassare lo
sguardo e dare un'occhiata a Facebook. Ora in veste di oracolo, il social network è stato
interrogato dal giornalista e grafico inglese David McCandless che, specializzato in
rielaborazione visiva di dati, ha analizzato oltre 10mila status di Facebook contenenti le parole
"rottura" e "rotto" e ha emesso il suo responso.
GUARDA IL GRAFICO 1
Con due visibilissimi picchi, collocati intorno al 10 dicembre e al 21 marzo, il grafico prodotto da McCandless non lascia dubbi: è
proprio in questi periodi che le due parole, rivelatrici di dolore e sofferenza amorosa, ricorrono con più frequenza. E poi di nuovo di
lunedì, quei confusi lunedì che vanno da aprile a maggio, quando la natura si risveglia e - a questo punto verrebbe da pensare - anche
il desiderio. Ma per il resto dell'anno c'è da stare tranquilli: se si superano le porte dell'estate e dell'inverno le coppie possono progettare
con successo vacanze e serate sotto le coperte. Attenzione però a San Valentino, qualcosa inizia a muoversi già dopo la festa degli
innamorati, e non sottovalutate l'ironia del consorte: un picco di rotture monta proprio il primo di aprile. Ma se c'è un giorno in cui poter
esser certi che il partner non vi abbandonerà quello è proprio il giorno di Natale: il 25 dicembre il picco si inverte verso il basso e
raggiunge il punto minimo dell'intero grafico.
La divertente lettura realizzata da David McCandless, e presentata lo scorso luglio alla conferenza TED di Oxford, è diventata, insieme
ad altre rielaborazioni grafiche, parte del libro "Information is beautiful", nel quale il giornalista passa dall'analisi dei dati relativi alla
longevità degli utenti attivi su Twitter all'andamento delle somme investite nella difesa. Tutto riletto attraverso geometrie e colori
accattivanti. Così anche la triste notizia che forse per molte coppie sta per arrivare la temuta fine pre-natalizia, vista in questi termini
sembra meno dolorosa.
Ora non resta che attendere e verificare se Facebook ha ragione. Se così fosse, non temete: sempre da Facebook arriva una gradita
soluzione post rottura. E' di pochi giorni fa infatti la notizia che lo strumento Photo Memories, l'applicazione che faceva apparire sulla
barra destra della home page una selezione di immagini caricate negli ultimi mesi negli album dei propri amici, è stato modificato. Il
rischio di vedere spuntare a sorpresa il volto dell'ex, che magari ci ha lasciati proprio due settimane prima di Natale, ora non si corre
più. Grazie a una modifica all'algoritmo di selezione delle immagini l'ex, se dichiarato a Facebook come tale, viene escluso dalle foto
ricordo. Certo, escluderlo anche dalla vita, è tutta un'altra storia.


breackheartL'amore finisce di lunedìlo dicono i dati di Facebook. Un giornalista ha analizzato 10mila status del social network cercando quante volte ricorrano, in ogni giorno dell'anno, parole come "rottura". Il grafico delle date a rischio segna un picco il 10 dicembre, il 21 marzo e, in generale, a inizio settimana. Mentre nessuno si lascia a Natale. SEGNATEVI queste date: due settimane prima di Natale e inizio primavera. Probabilmente dilunedì. Preparate i fazzoletti, una colonna sonora strappalacrime, avvisate gli amici e magarianche i colleghi. Se siete in coppia questi potrebbero essere i giorni della fine della vostrastoria. L'avevate chiesto già alle stelle, alle maghe e pure ai fondi di caffè: "Questo amoredurerà?".

Leggi tutto...
 
Trattamento dei Disturbi Specifici di Apprendimento PDF Stampa E-mail

 

DSA_X_

 di Letizia Moretti

Le difficoltà specifiche di apprendimento interessano circa il 4% della popolazione scolastica rappresentando così uno dei problemi scolastici di maggior rilievo e di notevole impatto sociale.


Proviamo qui ad affrontare la delicata tematica riguardante il trattamento specifico di bambini con difficoltà di questo tipo, cercando di proporre una modalità di lavoro efficace e che sia, allo stesso tempo, di sostegno cognitivo, emotivo e motivazionale per il bambino.

Il superamento di questo disturbo non è né scontato né sempre possibile e spesso, pur arrivando ad una consistente attenuazione delle difficoltà iniziali, non si giunge ad una risoluzione definitiva: ci vuole tanto impegno, costanza, applicazione e, soprattutto, è necessario il  coinvolgimento delle strutture scolastiche e familiari, la cosiddetta “rete di sostegno”.

Ma quale è il modo migliore per stabilire un contatto positivo con il bambino bisognoso di aiuto? È sufficiente e soprattutto possibile e funzionale far esercitare il bambino in una attività tanto odiata come può essere per lui la lettura (o la scrittura o il calcolo)? A cosa porterebbe questo tipo di approccio se non ad un rifiuto ancor più convinto della scuola e di tutte le attività ad essa connesse?

Ciascuno di noi cerca di evitare le cose che sa fare “male”: allo stesso modo un bambino con difficoltà specifiche viene da noi per una diagnosi e per un trattamento e ci chiede di fargli fare tutto ma non leggere, o scrivere o ripetere le tabelline perché, alla consapevolezza delle proprie difficoltà, si aggiunge un senso di inadeguatezza generale, un sentimento simile alla frustrazione ed un sottile senso di colpa.

 

Leggi tutto...
 
Anoressia e Porno, non più un tabù, Allarme sul web! PDF Stampa E-mail

 

Tonino Cantelmi, psichiatra: "Fenomeno nuovo su internet: ragazze anoressiche in posa
erotica". Maxi studio negli Usa
Erano luoghi di incontro virtuali di ragazze inneggianti al digiuno e dispensatrici di consigli per
aggirare i controlli. Erano preghiere, inni, poesie per «Ana», divinità guida di una setta,
sostanzialmente segreta, di giovanissime donne patologicamente magre che solo nel web, mai
nella vita reale, uscivano volontariamente allo scoperto. «Oggi il fenomeno emergente sul web
è la sexy anoressia, l´anoressia erotica, e poi l´orgoglio anoressico: non più setta di adepti ma
una sorta di militanza con un attività di proselitismo: l´anoressia come valore, da proporre agli
altri», dice Tonino Cantelmi, psichiatra, docente di Psicologia dello sviluppo alla Lumssa di
Roma e relatore alla Conferenza sulla salute dei giovani.
«Sono circa 300 blog e siti in italiano e tra questi ce ne sono del tipo porno - spiega -
anoressiche giovanissime che in pose erotiche o proprio porno mostrano le proprie ossa e le
proprie nudità. Fino a pochissimo tempo fa l´anoressica nascondeva le proprie forme, in
qualche modo si autocensurava eroticamente. Oggi si autopropone come modello: l´anoressia
non solo non va censurata ma è eroticamente e sessualmente valida, le ossa sono un richiamo
sessuale. In effetti una sorta di perversione. Un fenomeno creato dalla tecnologia che
interviene sul disagio, lo modifica e amplia».
Sull´American Journal of Public Health è stato appena pubblicato il più ampio e rigoroso lavoro
di analisi sui web "pro" disturbi alimentari (John Hopkins Bloomberg School of Public Health, a
cura di Dina L. G. Borzekowski): 180 website pro-anoressia (pro-Ana) e pro-bulimia (pro-Mia).
Il 91% dei siti sono consultabili da chiunque, il 79% prevede programmi interattivi, l´84% offre
contenuti pro anoressia, il 64% pro bulimia. Nell´85% dei siti che incitano al magro
(Thinspiration) ci sono immagini, comprese fotografie di celebrità e modelle estremamente
magre.
L´83% prevede consigli sui comportamenti, esercizi estremi, purghe dopo il cibo e modalità per
nascondere rapide perdite di peso ad amici e familiari. Solo il 39% fornisce informazioni di cura
e ricovero; il 42% prevede la possibilità di realizzare post di poesia e arte varia. La
controinformazione per contrastare il fenomeno? Un´arma vincente secondo il ministro Meloni
(come il sito del Bambino Gesù, www.timshel.it, 1000 iscritti in nove mesi). E Cantelmi: «In
Francia questi siti sono trattati penalmente. Ma il popolo del web dovrebbe reagire e spingere i
provider a rimuovere i siti».

anoressiaTonino Cantelmi, psichiatra: "Fenomeno nuovo su internet: ragazze anoressiche in posaerotica". Maxi studio negli UsaErano luoghi di incontro virtuali di ragazze inneggianti al digiuno e dispensatrici di consigli peraggirare i controlli. Erano preghiere, inni, poesie per «Ana», divinità guida di una setta,sostanzialmente segreta, di giovanissime donne patologicamente magre che solo nel web, mainella vita reale, uscivano volontariamente allo scoperto. «Oggi il fenomeno emergente sul webè la sexy anoressia, l´anoressia erotica, e poi l´orgoglio anoressico: non più setta di adepti mauna sorta di militanza con un attività di proselitismo: l´anoressia come valore, da proporre aglialtri», dice Tonino Cantelmi, psichiatra, docente di Psicologia dello sviluppo alla Lumssa diRoma e relatore alla Conferenza sulla salute dei giovani.«Sono circa 300 blog e siti in italiano e tra questi ce ne sono del tipo porno - spiega -anoressiche giovanissime che in pose erotiche o proprio porno mostrano le proprie ossa e leproprie nudità. Fino a pochissimo tempo fa l´anoressica nascondeva le proprie forme, inqualche modo si autocensurava eroticamente. Oggi si autopropone come modello: l´anoressianon solo non va censurata ma è eroticamente e sessualmente valida, le ossa sono un richiamosessuale. In effetti una sorta di perversione.

 

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2
FORePSY Formazione e Psicologia - P.Iva 08303201001 - Tutti i diritti riservati - Realizzazione tecnica: Nieri Emiliano & oniweb.it