BambiniADHD ed EMOZIONI La tecnica della ristrutturazione cognitiva

di Marco Stefanelli

Nell’articolo precedente “ADHD ed emozioni. I pensieri irrazionali” ho illustrato le principali categorie di pensieri irrazionali. Si tratta di quelle convizioni che generano delle emozioni negative particolarmente intense e difficili da gestire e dei comportamenti altrettanto disfunzionali.

Identificare i nostri pensieri irrazionali e aiutare il nostro bambino o alunno con ADHD a riconoscerli e scovarli è il primo passo per modificarli.

 

Il cambiamento dei pensieri irrazionali è l’argomento di cui voglio parlarti in questo articolo.

La tecnica che ti propongo di utilizzare per modificare le credenze irrazionali si chiama ristrutturazione cognitiva.

In cosa consiste?

Si tratta di una tecnica cognitiva che ci permette di mettere in discussione i nostri pensieri cercando di coglierne l’effettiva validità, logicità o utilità. Al di là delle diverse categorie che ti ho illustrato nell’articolo precendente, possiamo sinteticamente dire che l’irrazionalità dei pensieri consiste nel loro essere assoluti, rigidi, e soprattutto poco utili al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Grazie alla tecnica dell’ABC abbiamo compreso il legame che unisce i pensieri (intesi come significato che attribuiamo alle situazioni) alle emozioni e ai comportamenti, perciò se vogliamo provare delle emozioni negative in maniera meno intensa o pervasiva in modo da gestirle meglio dobbiamo cercare di modificare il nostro modo di pensare.

Come si utilizza la ristrutturazione cognitiva?

Una volta che abbiamo identificato il pensiero da modificare iniziamo a porci una serie di domande attraverso una sorta di “dialogo socratico” interiore, che ci permette di far emergere le debolezze, le inesattezze ed i radicalismi dei nostri pensieri. Ad esempio se il pensiero irrazionale è di tipo catastrofico (ad es:”Succederà qualcosa di grave, andrà malissimo,etc“), un modo per provare a ristrutturarlo è quello di porsi le seguenti domande:

–      Qual è la cosa peggiore che potrebbe capitarmi?

–      Cosa potrei fare per evitare il peggio?

–      Qual è la cosa migliore che potrebbe succedere?

–      Cosa posso fare per far sì che accada il meglio?

–      Cosa è più probabile che succeda?

–      Cosa posso fare per gestire al meglio la soluzione più probabile?

–      Se dovesse capitare il peggio, come posso reagire costruttivamente?

Altri esempi di ristrutturazione potrebbero essere:

gli altri sono cattivi e se la prendono tutti con me“—> ” alcuni compagni sono gentili con me, altri si comportano male” oppure

“devo piacere a tutti altrimenti non valgo nulla” —> “io valgo anche se a qualcuno non piace quello che faccio

In generale, potremmo dire che la ristrutturazione cognitiva consiste nella sostituzione dei pensieri irrazionali con altri più funzionali che esprimono:

–      preferenze, desideri,vorrei….mi piacerebbe” o convenienza, opportunità,“Sarebbe meglio se…” al posto delle doverizzazioni;

–      valutazioni sul proprio ed altrui comportamento: “Ho commesso un errore…Si è comportato male” al posto dei giudizi globali su di sè e sugli altri;

–      ridimensionamento più realistico dell’evento: “E’ spiacevole ma non è la fine del mondo…è sgradevole, fastidioso ma sopportabile” al posto dei pensieri di intolleranza/insopportabilità;

–      visione della realtà meno generalizzata: “Spesso..a volte… qualcuno…molti” al posto delle generalizzazioni.

 

Nell’applicazione di questa tecnica con bambini al di sotto dei 10 anni, l’adulto dovrebbe avere un atteggiamento più direttivo, in quanto le capacità cogntive del bambino non gli consentono di ragionare in termini così astratti. Un modo per aiutare i più piccoli potrebbe essere quello di leggere insieme un elenco di pensieri utili/funzionali e trovare quelli che potrebbero essere più adatti alle situazioni in cui il bambino o l’alunno ha più difficoltà a gestire le sue emozioni.

 

Alcuni accorgimenti da usare nell’applicazione della ristrutturazione cognitiva sono i seguenti:

1)    Abituarsi a pensare in maniera funzionale richiede uno sforzo consapevole e una pratica assidua e regolare;

2)    Vanno affrontati tutti gli elementi irrazionali di un pensiero (possono essere presenti più categorie);

3)    Utilizzare argomentazioni realistiche e non risposte consolatorie (es:“dai vedrai che andrà tutto bene!“)

4)    Non assumere un atteggiamento giudicante;

5)    Lo scopo non è eliminare tutti i pensieri disfuzionali ma rendere il processo di ristrutturazione il più frequente e spontaneo possibile.

 

Infine, vorrei sottolineare come l’oggetto della ristrutturazione cogntiva è sempre il pensiero e non le emozioni, le quali invece vanno sempre validate ed accolte. L’intento finale non è quello di non provare più emozioni negative ma di ridurne l’intensità e di conseguenza l’impatto sul benessere quotidiano.

 

Nei prossimi articoli vedremo quali attività proporre ai nostri bambini e/o alunni per aumentare le loro capacità di regolazione emotiva.

Intanto ti invito a riprendere i tuoi ABC e i pensieri irrazionali che hai individuato in precedenza e prova a modificarli con la ristrutturazione cognitiva.

 

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