Bambini ad Alto PotenzialeBambini ad Alto Potenziale. Cosa fare a scuola per includerli?

di Anna La Prova

Chi sono i bambini ad alto potenziale (AP)? Come possiamo aiutarli in classe per evitare che soffrano a causa della loro condizione di plusdotati? Al contrario di quanto si possa pensare, infatti, i bambini che hanno un’intelligenza superiore alla media, non hanno vita facile, soprattutto in classe.

In un recente convegno sul tema, tenutosi a Roma, Maria Assunta Zanetti, infatti, uno dei maggiori esperti italiani sull’argomento, ha chiarito, infatti, come spesso questi bambini:

 

  • faticano a socializzare con i loro coetanei
  • hanno perso interesse ad imparare
  • presentano un rendimento scolastico al di sotto delle loro potenzialità
  • mettono spesso in discussione l’autorità
  • manifestano problemi di comportamento 
  • sono ansiosi o impazienti
  • non amano unirsi ai giochi degli altri bambini
  • sono molto sensibili
  • hanno una bassa autostima
  • pososno essere  vittime di bullismo
  • non vogliono più andare a scuola

Ma come si riconosce un bambino plusdotato da un bambino semplicemente brillante? Naturalmente per appurare che un bambino si trovi in una condizione di plusdotazione, occorre che sia sottoposto a dei test specifici, ma non solo: è necessario che venga valutato da uno psicologo esperto in bambini ad Alto Potenziale.

Tuttavia esistono delle differenze tipiche che si possono elencare e che dovrebbero allertare genitori e insegnanti. Sempre secondo Maria Assunta Zanetti, possiamo riconoscere alcune differenze tipiche tra le due tipologie di bambino:

Il bambino brillante Il bambino gifted o plusdotato

conosce le risposte, è interessato, è attento, ha buone idee, lavo ra sodo, risponde alle domande, è il migliore del gruppo, ascolta con interesse, impara con facilità, diventa competente dopo 6 o 8 ripetizioni, comprende le idee, si diverte con i coetanei, coglie il significato, porta a termine i compiti, è ricettivo, riproduce con precisione, ama la scuola, assorbe le informazioni, è un buon tecnico, ha un’ottima memoria, ama le spiegazioni ordinate, è attento, è soddisfatto di imparare.

pone domande, è estremamente curioso, è coinvolto mental- mente e fisicamente, ha idee strane e bizzarre, bighellona, ma nelle prove riesce be- ne, discute i dettagli, elabora, è al di là del gruppo, manifesta pareri e sentimenti mol- to forti, conosce già, diventa competente dopo 1 o 2 ripetizioni, costruisce astrazioni, preferisce gli adulti, trae inferenze, dà inizio a progetti, è appassionato, disegna cose nuove, ama imparare, manipola le informazioni, è un inventore, ha un’ottima memo- ria, gode della complessità, è un acuto osservatore, è estremamente autocritico.

Cosa fare a scuola?

A volte gli insegnanti possono trovarsi in difficoltà con un bambino ad alto potenziale, proprio per i comportamenti sopra descritti, tuttavia, il bambino AP può essere una risorsa enorme per la classe, laddove le sue potenzialità vengano riconosciute e valorizzate. E’ importante riuscire in questo intento, poichè il rischio che il bambino inibisca il suo talento per “risultare come gli altri” è un rischio reale che può portare anche a sintomi depressivi. Maria Assunta Zanetti suggerisce, tra le altre cose di :

Sfidare il bambino in maniera costruttiva con frasi del tipo “Non hai  fatto il compito a casa? Ti sfido: fallo qui con me adesso”
– Utilizzare l’apprendimento cooperativo, in modo da assegnare ruoli che possano valorizzare il suo talento che può, in questo modo, risultare utile anche ai compagni.
Coinvolgere il bambino in attività di spiegazione alla classe
Personalizzare i compiti laddove è possibile, proponendo materiale più stimolante e articolato da studiare.
– In alcuni casi, non in tutti, è possibile prevedere per questi bambini un salto di classe.

 

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