defiant-child2Bambini oppositivi e provocatori. Cosa fare a scuola?

di Enrica Ciullo
In questo articolo ti parlerò di come i comportamenti oppositivi di alcuni bambini a scuola possono essere migliorati attraverso una maggiore comprensione dei bambini stessi e il potenziamento dell’autostima.
Se sei un insegnante è bene che tu sappia che puoi esercitare un’influenza considerevole su questo aspetto.

Prima di tutto partiamo dal fatto che i bambini oppositivi hanno bisogno di insegnanti che li sostengano. Se gli insegnanti sono positivi e supportivi possono aiutarli a sentirsi bene con loro stessi per il resto della loro vita. È dimostrato che più gli insegnanti adottano uno stile rigido e coercitivo e più i bambini manifestano ostilità.

I comportamenti oppositivi a scuola possono presentarsi in diverse forme: discussioni/conflitti con insegnanti e altri bambini, litigi e combattimenti in classe, ma a volte il comportamento oppositivo può manifestarsi in modi meno evidenti, come rifiutarsi di fare i compiti, di partecipare ai lavori in classe, o anche di frequentare la scuola.
Nei  3 punti che seguono mi soffermerò sul modo in cui la relazione con loro può essere migliorata:

1- Sottolinea spesso che  normale per tutti sbagliare. I bambini oppositivi/provocatori sono particolarmente sensibili alle critiche, temono di sentirsi sminuiti o menomati soprattutto quando lottano per capire cosa si sta insegnando in classe. Potrebbero diventare ancora più oppositivi e ostili per compensare quel sentimento di inferiorità. Gli viene spesso detto di essere pigri, demotivati e disattenti.  Gli insegnanti possono prevenire i conflitti enfatizzando il fatto che gli errori sono una parte del processo di apprendimento e che nessuno deve imbarazzarsi a fare domande se non ha compreso bene qualcosa.

2- Utilizza il canale non verbale per trasmettere accettazione. Gli insegnanti dovrebbero favorire negli allievi la percezione di sentirsi supportati e non attaccati: un tono della voce accogliente, l’uso delle lodi come rinforzi positivi,  l’ascolta con interesse e comprensione, possono aiutare molto. Al contrario, alcuni comportamenti  non verbali (storcere gli occhi, sospirare, scuotere la testa) fanno parte di uno stile di insegnamento più problematico e spesso controproducente. A volte, inconsapevolmente, potresti comunicare agli studenti una sensazione di vergogna. Quando ad esempio si dice una frase di questo tipo ad un alunno “Non sembra che tu ti voglia realmente impegnare” i bambini diventano altamente difensivi.

3- Usa messaggi di comprensione quando ti rivolgi al bambino. Fai sentire il bambino compreso. Ricorda che il bambino oppositivo si sente profondamente incompreso. L’impatto di un insegnante su come i suoi alunni si percepiscono è incommensurabile. Per i bambini  oppositivi che hanno difficoltà nel gestire la loro frustrazione e altre emozioni negative, questo è vero ancor di più.  Essi non vorrebbero essere fraintesi dagli insegnanti e dai loro pari, ma spesso succede proprio questo.

Etichettare un alunno ad esempio come “incurante”, “svogliato”, “demotivato”, può essere molto sconvolgente per il bambino (“La maestra pensa che non mi interessi, perché dovrei provarci?”). Un modo per trasmettere questa accettazione può essere usare spesso frasi del tipo “Capisco che tu sia stanco/mi rendo conto che non è il massimo iniziare un esercizio a quest’ora, ma è proprio importante completare il lavoro adesso. … “ In questo modo si trasmettono al bambino due messaggi importanti: “Ti capisco, accetto il tuo modo di sentire, mentre ti capisco, ti ricordo anche che ci sono delle regole da rispettare”.

4 – Evitare le guerre di potere. Mettersi sullo stesso piano del bambino e sfidarlo non serve ad altro che a peggiorare la situazione e ad entrare in un gioco perverso da cui è poi difficile uscire. Per quanto possibile cerca di non raccogliere le sfide, ignorandole sempliemente. Oppure, se non è possibile, comunicare con fermezza e senza rabbia, la conseguenza prevista per un comportamento scorretto.
In sintesi cercare di aumentare quanto più possibile gli scambi positivi, in modo da migliorare la relazione con il bambino, ogni volta che se ne ha l’occasione, evitando di mettersi in simmetria e ricordando che il suo comportamento è probabilmente dovuto ad un vissuto di profonda svalutazione, per cui è davvero difficile per lui fidarsi di te, ma può riuscirci.

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