paure-bambiniCome calmare un bambino spaventato

di Anna La Prova

In un bellissimo libro sulle paure dei bambini, Cohen Lawrence J. spiega con un aneddoto semplice ma estremamente esplicativo, come per aiutare i bambini spaventati e ansiosi a recuperare la calma, sia fondamentale che il genitore, o chi si prenda cura del bambino, si impegni a farsi vedere calmo per primo.

Lawrence racconta di come abbia capito da molto piccolo l’importanza di questo semplice principio, osservando il comportamento dei pulcini e facendo qualche piccolo esperimento con loro. Quando un pulcino è spaventato, in genere, si comporta come moltissimi altri animali: resta immobile, poichè i falchi, ad esempio, non attaccano nulla che non sia vivo, ecco perchè i pulcini tentano di ingannare i falchi, o altri predatori, rimanendo fermi.

Dopo un primo momento di paura, tuttavia, in genere qualsiasi pulcino riprende a muoversi tranquillamente, rendendosi conto che non c’è più alcun pericolo. Lawrence racconta di come abbia voluto fare un esperimento con 2 pulcini in una scatola; uno era stato volontariamente spaventato ed aveva preso a stare immobile, l’altro era stato momentaneamente tenuto fermo e poi lasciato andare. Il primo pulcino, vedendo l’altro andarsene in giro tranquillo, aveva cominciato dopo brevissimo tempo a riprendere a muoversi tranquillamente. Se il primo pulcino avesse avuto la possibilità di pensare, è probabile che avrebbe fatto un ragionamento del genere: “Ho ancora paura, ma quell’altro pulcino se ne va tranquillo in giro, evidentemente non c’è più nessun falco per il momento. Posso andarmene in giro a mia volta”.

In un secondo esperimento, Lawrence, liberò il secondo pulcino, molto tempo dopo con il risultato che il primo pulcino, nonostante fosse libero e avesse la possibilità di muoversi, vedendo il secondo pulcino ancora fermo e immobile, aspettò molto più tempo  per riprendere a scorazzare tranquillo, al contrario di quanto era successo nel primo caso.

Il ragionamento ipotetico del primo pulcino potrebbe suonare all’incirca così “Non vedo nessun falco, ma quell’altro pulcino deve vederne uno, visto che non si muove, sarà meglio restare ancora fermi!”.

Lawrence conclude che i bambini spaventati si guardano intorno, per vedere se ci sono persone spaventate o tranquille, se i genitori si fanno vedere a loro volta spaventati, sarà molto più difficile per un bambino ansioso o impaurito, ritrovare la calma. Ecco perchè piuttosto che chiedere ai bambini “Di cosa hai paura?” Lawrence suggerisce di  chiedere loro “Guardami negli occhi e vedi se ho paura!”, con l’obiettivo di far  “notare loro”  che c’è un “secondo pulcino” che non ha paura  e quindi non c’è nessun pericolo.

So che per alcuni genitori questo non è sempre facile. Vedere il proprio figlio spaventato a morte, mette a dura prova la propria capacità di restare calmi, tuttavia bisognerebbe sforzarsi di farlo,  cercando di mantenere il contatto con la realtà, chiedendosi ad esempio: “Corre davvero un gran pericolo in questo momento?”.  Stare a contatto con il qui e ora, può aiutare molto a recuperare la calma, se il bambino non riesce a farlo, almeno noi adulti dovremmo provarci, per aiutare anche lui a calmarsi.

In pratica dobbiamo riuscire ad essere il “secondo pulcino calmo” per i nostri bambini spaventati.

Se proprio come genitori facciamo fatica a mantenere la calma, perchè magari siamo ansiosi a nostra volta, può essere utile cercare un “altro pulcino calmo” nei dintorni; questo può essere l’altro genitore, o un amico, magari, che sarà sicuramente meno preoccupato di noi rispetto a nostro figlio.

Hai trovato utile questo articolo?  Se vuoi approfondire l’argomento, ti suggeriamo il nostro e-book “Bambini che hanno paura. Scopri 4 cose da fare subito per aiutarli”

Commenta, condividi : )!