Bambini ad Alto PotenzialeDSA: se non intervenissimo per niente?

di Anna La Prova

E se non facessimo nessun tipo di intervento con un bambino che presenta un Disturbo Specifico dell’Appredimento (DSA), che cosa succederebbe? Riuscirebbe, se dislessico ad esempio, ad imparare a leggere come gli altri? E se si in quanto tempo?

Anche i bambini dislessici, come gli altri, a furia di essere esposti a stimoli relativi alla lettura, migliorano le loro capacità, ma cerchiamo di capire in che senso e in che modo e a quale costo. Alla fine della seconda elementare, un bambino normolettore, in genere riesce a raggiungere una velocità di lettura di circa 2 sillabe /2 sillabe e mezzo al secondo. Alla fine della quinta elementare, i bambini normolettori si avvicinano ad una velocità di 3 sill/sec, velocità utile a comprendere un testo complesso.

Il lettore adulto, riesce a leggere 4/4, 5 sillabe al secondo. Un bambino dislessico in genere (chiarmaente ogni caso poi è a sè), a 7 anni stenta ad arrivare alla sillaba al secondo, a volte si avvicina alla sillaba e mezzo, ma cmq la lettura è stentata.

Il problema di leggere in maniera lenta e stentata, sta nel fatto che se il bambino è impegnato nella fatica di leggere, non gli restano energie sufficienti da impiegare nella comprensione del testo, quindi il problema non è tanto la velocità o l’accuratezza in sè, della lettura, quanto il fatto che la funzione strumentale della lettura stessa è compromessa.

Ma proviamo a rispondere alla domanda iniziale: se non trattiamo un dislessico, che tipo di miglioramento possiamo aspettarci?

In una ricerca specifica su questo aspetto, Tressoldi, Faggella e Stella (2001) hanno potuto rilevare che: se i normolettori aumentano la velocità di lettura di circa 0,5 sillabe al secondo l’anno,  i lettori dislessici, se non trattati, presentano un incremento medio che corrisponde a 0,3 sillabe/secondo, per anno di scolarità, incremento che è regolare fino alla III media, momento in cui arrivano a leggere circa 3 sill/sec (se la dislessia non è di grado severo). Questo significa che anche i dislessici pian piano migliorano, ma solo in terza media raggiungono un capacità di lettura tale da poter studiare un testo senza fare una fatica eccessiva, a scapito della comprensione.

Questo significa in pratica che i bambini dislessici devono aspettare di vivere 8 anni di scuola, se non trattai, per poter tagliare  questo traguardo. Potete immaginare la frustrazione che sperimenta un bambino che per 8 anni vive un costante senso di inadeguatezza nella competenza di lettura (o scrittura o calcolo), e di conseguenza nella comprensione di ciò che legge, rispetto ai suoi compagni? Potete minimamente immaginare l’impatto catastrofico che questo ha sulla sua autostima e sull’impegno nell’apprendimento?

Ecco perchè è così importante agire per tempo. Potenziare il bambino prima possibile, significa non solo dargli la possibilità di accorciare quanto possibile e quanto prima il gap che lo separa dai normolettori, ma, cosa più importante, significa prevenire l’altamente probabile sferzata alla sua autostima che il senso di inadeguatezza rispetto a queste capacità potrebbe comportargli.

L’incremento o la diminuzione dell’autostima sono aspetti centralmente implicati nell’apprendimento, poichè se un bambino o un ragazzo non si percepisce capace di riuscire in un determinato compito, sarà molto improbabile che si cimenterà in esso. Comprendi bene come agire per tempo sui bambini con DSA significa non solo aiutarli a migliorare le capacità legate al disturbo, ma significa fare un lavoro molto più ampio sulla sua personalità tutta.

 

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