Rinforzo a Puntidi Laura Dominijanni

Bambini che faticano a terminare i compiti per casa, che tardano a prepararsi la mattina o che trasgrediscono continuamente le regole di classe gettano spesso nello sconforto, e a volte anche nella confusione, gli adulti. 

Genitori e insegnanti saranno allora contenti di sapere che esistono delle strategie, applicabili sia a casa che a scuola e sperimentate con successo in classi materne ed elementari (in alcuni casi anche medie), che consentono di relazionarsi in modo diverso e costruttivo in queste circostanze. Ovviamente non si tratta di ricette magiche, bensì di STRUMENTI da personalizzare, “progettare” e sperimentare!     

Dunque, come promesso nel precedente contributo – relativo all’uso strategico di premi e punizioni per modificare i comportamenti difficili (link all’articolo?) – ne illustrerò ora in particolare uno, cui si può ricorrere per motivare e promuovere un cambiamento comportamentale nei bambini: il sistema a punti strutturato.

Il pensiero di base, sostenuto da diversi esperti del settore e figlio dell’approccio comportamentista, è che:

è possibile modificare il comportamento agendo sulle sue conseguenze; 

– se si vogliono modificare comportamenti specifici è più efficace ricorrere a strategie che si basano su premi e ricompense piuttosto che su punizioni.

Prima di  entrare nel dettaglio dello strumento, però, ricordiamo alcuni elementi indispensabili per l’applicazione efficace di qualsiasi PROGRAMMA DI GRATIFICAZIONE:

  • Positività

lodare (in modo credibile, dunque non sproporzionato) i comportamenti positivi e comunicare fiducia al bambino rispetto alle sue capacità di comportarsi adeguatamente.

  • Chiarezza

definire in modo chiaro e non vago quali comportamenti verranno premiati e puniti e in che modo (Es. : non “se fai il bravo a tavola avrai un premio” ma “se a tavola usi le posate per mangiare e sparecchi poi il tuo piatto avrai diritto a 20 minuti di gioco alla playstation”). 

  • Coerenza

rispettare sempre quanto concordato nel programma: non farsi guidare mai dall’emozione del momento nel distribuire premi e punizioni, bensì solo dal comportamento effettivamente emesso del bambino, cui va quindi dimostrato che “si fa sul serio”. 

  • Realismo 

gli obiettivi definiti devono essere realistici e raggiungibili per il bambino che, altrimenti, perderà la motivazione.

IL SISTEMA A PUNTI STRUTTURATO

Si tratta di una tecnica che si focalizza sul conseguimento di gratificazioni (premi e ricompense di vario genere) e non sull’evitamento delle punizioni. Il suo obiettivo è di favorire l’esecuzione di comportamenti positivi, piuttosto che l’eliminazione di quelli problematici. Proviamo quindi a mettere da parte rimproveri, rabbia e frasi che inizino con il fatidico “non”…. Questo è un cambio di prospettiva apparentemente banale, ma in realtà estremamente importante: chiedere di non fare delle cose (spesso divertenti o che richiedono poco impegno, oppure difficili da controllate come nel caso di alcuni sintomi) è quasi sempre una battaglia persa, mentre motivare il bambino a farne altre può essere una strada più percorribile e gratificante (anche per il genitore/insegnante!). 

In pratica quello che succede è che, concordandolo, l’adulto individua e segnala al bambino dei comportamenti che gli permetteranno di ottenere dei punti. E’ possibile anche prevedere dei comportamenti che, invece, ne comportano la perdita. Se raggiunge una certa soglia (in genere all’interno di un range temporale prefissato che può essere, per esempio, di una settimana) il bambino riceve il premio previsto, altrimenti no. L’eventuale mancata ricompensa fungerà da “punizione” spingendo il bambino a fare di meglio nella successiva occasione. In questo caso l’adulto, liberato dalla rabbia (che, come sappiamo, innesca circoli viziosi), comunicherà dispiacere al bambino per aver perso un’opportunità ma, al contempo, fiducia per il successivo tentativo.

E’ consigliabile tener traccia del programma con un tabellone (creato per l’occasione con le personalizzazioni che la fantasia e la conoscenza di vostro figlio/alunno vi suggeriranno, possibilmente coinvolgendolo nella realizzazione) che permetta al bambino di avere sotto controllo la situazione, monitorarsi e quindi motivarsi. A seconda dell’età è possibile far coincidere i punti con gettoni, stelline, figurine colorate etc. da attaccare sul tabellone.

Strategie di questo tipo possono essere vincenti per motivare e gestire il comportamento, per esempio, di bambini con Bisogni Educativi Speciali. A questo proposito, voglio raccontarvi un frammento di esperienza personale: sapendo di ricevere una stellina per ogni attività portata a termine, una bambina di 10 anni con ritardo – che con nome di fantasia chiamerò qui Vittoria – riesce a completare in tempi più ridotti e con minori sollecitazioni i compiti a scuola, limitando alcuni comportamenti problema (che le farebbero perdere dei punti-stellina). Se ne raggiunge tre all’interno di una giornata scolastica, ha diritto a 20 minuti di “pausa” da dedicare a un’attività a sua scelta (concordata all’inizio della prima ora). Le attività premio costituiscono una gratificazione per Vittoria, ma anche la possibilità di esercitare un controllo sul programma e, spesso, di relazionarsi in modo piacevole a me facendomi entrare nel suo mondo: in queste “pause/premio” Vittoria mi ha “insegnato” a usare Paint al pc, abbiamo costruito e dipinto insieme una scatola speciale che da tempo immaginava, etc. I comportamento problema (nella fattispecie dondolamenti, miagolii, etc.) non sono del tutto spariti, ma sono diminuiti di frequenza trovando di fatti Vittoria spesso impegnata nelle attività scolastiche e quindi più a contatto con la realtà della vita di classe e soddisfatta dei risultati raggiunti. 

Alcune possibili situazioni problema/obiettivi:

– seguire le regole di classe

-svolgere tutti i compiti per casa

– astenersi da manifestare aggressività fisica e verbale

– stabilire routine autonome per l’igiene personale

– rispettare orari e tabelle di marcia

– andare d’accordo con i fratelli    

Alcuni possibili premi:

  • Bonus tempo per tv / pc
  • Invitare un amico a casa
  • Andare con la famiglia al luna park
  • Bicicletta nuova, etc.

Chiaramente i premi vanno personalizzati e devono essere proporzionali all’impegno richiesto. Un bambino che arriva costantemente in ritardo a cena perché non riesce a lasciare i compagni di gioco che hanno un orario di rientro diverso, può essere motivato a farlo se sa che riuscendo ad essere puntuale per un mese potrà realizzare finalmente il suo sogno di avere un cagnolino. Del resto, per prendersi cura di un animale occorrono responsabilità e rispetto degli orari, proprio come per arrivare puntuali a cena…

CONCLUDENDO…

Non esistono ricette magiche, ma strategie che si possono mettere in campo per modificare comportamenti inadeguati promuovendo quelli più funzionali.

Concordare un programma può dare al bambino la sensazione di avere il giusto controllo sulla situazione e chiarezza sulle conseguenza delle sue azioni.

E’ necessario impegno anche da parte dell’adulto perché un “buon” programma necessita di:

  • attenzione alle specificità, emozioni e bisogni del bambino nella fase di “ideazione”
  • collaborazione (tra i due genitori oppure tra i diversi insegnanti di classe)
  • monitoraggio costante e coerente durante tutta la sua esecuzione.

Articolo redatto dalla Dr.ssa Laura Dominijanni, il 27/03/2014