separazioneJennifer Virone

 

Le famiglie possono attraversare diversi momenti critici nel corso del tempo. Sono sistemi in continuo cambiamento, influenzabili da eventi interni o esterni, prevedibili o imprevedibili. Alcuni possono essere fonte di gioia, altri possono destare preoccupazione, ma tutti, a prescindere dal modo in cui vengono vissuti, hanno qualcosa in comune: impongono non solo una riorganizzazione della vita di chi li vive, ma anche dell’intero sistema familiare.

Tra questi, la separazione di due coniugi è un evento molto complesso, perché richiede di rivedere gli spazi, i ruoli, le relazioni. Tre sono le principali sfide da affrontare:

– la riorganizzazione della relazione di coppia sulla base di un accordo economico

– l’elaborazione di un lutto psicologico e la ricerca di una nuova intesa genitoriale

– la ricostituzione della famiglia

 

Un aspetto centrale, connesso con queste sfide, è la comunicazione dell’evento ai propri figli. Il genitore si scontra, forse per la prima volta, con l’impotenza di sentirsi “inesperto” davanti al figlio, di non conoscere un modo giusto per affrontare l’argomento: come spiegare a un figlio che i genitori si separano? Questa domanda può essere accompagnata dalla paura di non farlo in modo adeguato o dal senso di colpa relativo al procurare una sofferenza. Spesso, infatti, ciò che blocca è proprio la paura di affrontare il dolore dei più piccoli, a cui si unisce, a volte fino a togliere lucidità, il dolore dei grandi.

Del resto, se è vero che non c’è una ricetta magica per l’amore, ancor più vero è per la separazione. Non c’è un modo giusto per separarsi o per evitare la sofferenza ad un figlio, ci sono però modi utili per parlarne e facilitarne l’elaborazione. Non è il cosa, ma il come a fare la differenza.

 

La prima cosa da fare è comunicare la notizia in modo sincero e coerente. Bisogna sempre dire la verità, calibrandola in base all’età e al contenuto e per far questo è importante che gli adulti siano convinti e che trovino un accordo su cosa riferire ai figli: è utile spiegare che si tratta di una decisione non facile e su cui hanno riflettuto molto, che riguarda il loro essere marito e moglie, ma non il loro essere mamma e papà.

Quando parlarne? La notizia va data da entrambi i genitori, che possono scegliere se comunicarlo insieme o singolarmente; è importante dedicare uno spazio a questo momento: farlo all’inizio di una giornata libera da impegni lascia ai figli il tempo di elaborare e consente di far emergere  più facilmente domande, paure, sfoghi.

Non lasciare nulla in sospeso: rispondere ai dubbi e alle curiosità, dando risposte soprattutto alle questioni pratiche, senza scendere però nei dettagli della separazione.

Spiegare i cambiamenti che avverranno, compresa la presenza di due case; è utile coinvolgere i figli nell’arredamento o nella conoscenza della nuova casa, consentendo loro di individuare fin da subito un proprio spazio.

Fare in modo che i figli non diventino i custodi dei segreti o delle informazioni che i genitori non riescono a scambiarsi personalmente, per eliminare il cosiddetto “effetto triangolo” ed evitare che finiscano per allearsi con uno dei genitori.

La presenza di un eventuale nuovo partner andrebbe comunicata in una fase successiva, lasciando ai figli un tempo adeguato per elaborare i cambiamenti.

 

In generale è importante aprirsi e descrivere i propri sentimenti rispetto all’evento, in modo che anche i figli si sentano liberi di fare altrettanto. E’ importante anche ricordare che i bambini sono attenti osservatori e sono in grado di capire cosa succede, ma se non hanno qualcuno che glielo spiega immagineranno a loro modo le cose, senza la possibilità di parlarne.

 

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